sabato 26 dicembre 2015

GUIDA PRATICA ALLA MANOVRA 2016

La casa, le pensioni e il lavoro. Le imprese e il lavoro autonomo. Le tasse e la lotta all’evasione. Il pubblico impiego e gli enti locali. I professionisti e gli istituti di credito. La Legge di stabilità 2016 ridisegna per i cittadini e per le attività economiche il quadro degli adempimenti e del dare-avere con lo Stato. Che cosa cambia, allora, punto per punto dal 1° gennaio? Il Sole 24 Ore propone in dieci appuntamenti a partire da lunedì 28 dicembre in cui ciascuno può trovare la risposta che lo riguarda con la “Guida pratica alla manovra”.

martedì 15 dicembre 2015

SDL CENTROSTUDI - RISULTATI RECORD

MAZZANO (BS), 15 Dicembre 2015 – Il Giornale di Brescia ha pubblicato la 10° edizione dei Bilanci  delle Aziende 2014 di Brescia, sotto la lente 750 aziende bresciane. 

SDL Centrostudi
SDL Centrostudi
Nella lista si contano almeno venti aziende con un ROI (“Return on Investment" che tradotto dall'inglese risulta come "Ritorno sull'investimento” utilizzato per indicare l'indice che identifica la redditività del capitale investito) superiore al 22%.
SDL Centrostudi SpA si colloca al vertice delle imprese e dei gruppi con il più alto tasso di redditività in assoluto del bresciano, con un ROI del 69,8%, in crescita di 27 punti percentuali rispetto al 2013 e un ROE del 2333%. 
Sono numeri importanti, questi, che evidenziano come SDL Centrostudi SpA sia una start up anche se ha solo 5 anni di vita, che ha già raggiunto risultati incredibili non solo in termini di fatturato ma anche di penetrazione del mercato. Qui è possibile leggere la 10° edizione dei Bilanci  delle Aziende 2014 di Brescia,

giovedì 10 dicembre 2015

SDL CENTROSTUDI CONTRO INGIUSTA SEGNALAZIONE ALLA CENTRALE RISCHI DELLA BANCA D'ITALIA

Ennesima vittoria dell’avv. Biagio Riccio, che ancora una volta mette in contraddizione i giudici della Sezione VI civile del Tribunale di Milano e fa giurisprudenza.



Siamo lieti di pubblicare un’ordinanza ottenuta in un procedimento cautelare per ingiusta segnalazione del nominativo del cliente alla Centrale Rischi della Banca d’Italia.
Nel caso di specie il ricorrente, con procedimento ex art. 700 cpc, lamentava l’ingiusta segnalazione da parte dell’istituto di credito alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, sebbene lo stesso Tribunale di Milano già in due precedenti giudizi – seguiti sempre dallo studio legale Riccio – avesse escluso la sussistenza del presupposto “sofferenza”, per il medesimo assistito, sia pure verso due diverse banche.

Segnatamente, ciò che è interessante nel caso oggetto della presente nota, sta nel fatto che la segnalazione del nominativo aveva già costituito oggetto di due ricorsi ex art 700 cpc tra le stesse parti.

Tuttavia, i due procedimenti erano stati devoluti alla cognizione di due Magistrati diversi che avevano, con motivazioni differenti tra loro, in parte ritenuto inammissibile il procedimento ed in parte respinto la domanda. Inoltre, veniva altresì presentato reclamo al collegio, che rigettava comunque la domanda.

Ciononostante, l’avv Riccio ha ripresentato il ricorso, di cui all’ordinanza del 10.11.15 che si allega, adducendo quale elemento sopravvenuto ex art. 669 septies c.p.c. il diniego di concessione di affidamento e di rilascio di carta di credito comunicato da altra banca nel mese di settembre, desumibile dalla corrispondenza intercorsa e prodotta in udienza.
Va da sé che la nuova allegazione relativa al “periculum in mora”, ha reso ammissibile il ricorso, con accoglimento della domanda.

L’ordinanza di rigetto di istanza di provvedimento cautelare pronunciata dal giudice, ai sensi dell’art. 669-septies c.p.c., secondo il rito della c.d. procedura uniforme di cui agli artt. 669-bis/669-quaterdeciescpc, essendo reclamabile, non può essere impugnata in Cassazione non trattandosi di un provvedimento di tipo decisorio.
Si ricorda che il ricorso straordinario per Cassazione, ai sensi dell’art. 111 Cost., è ammesso soltanto contro provvedimenti connotati dai caratteri della definitività e della decisorietà, nel senso che siano in grado di incidere con efficacia di giudicato su situazioni soggettive di natura sostanziale.
Ne deriva che esso non è proponibile avverso l’ordinanza adottata dal tribunale in sede di reclamo contro un provvedimento di natura cautelare, quale che ne sia il contenuto, trattandosi di decisione munita di efficacia temporanea, in quanto condizionata all’instaurazione e all’esito del giudizio di merito (v. anche Cass. 27.4.2010 n. 10069).
Tuttavia, come sopra analizzato, l’ordinanza di rigetto nel procedimento cautelare, anche in sede di reclamo, non preclude la riproposizione dell’istanza cautelare, purchè la domanda si fondi su nuove allegazioni che dimostrino il mutamento delle circostanze e vengano dedotte nuove ragioni di fatto e di diritto ( cfr. art. 669 septies).
Questo caso – vinto anche grazie alla caparbietà dell’avv Riccio – mette in rilievo che l’ordinanza di rigetto non impedisce la riproposizione dell’istanza per il provvedimento cautelare, quando si verifichino mutamenti nelle circostanze o vengano dedotte nuove ragioni di fatto o di diritto, rispetto ai precedenti giudizi.
Inoltre, il ricorso è stato comunque dichiarato ammissibile con riferimento alla pendenza della causa di merito, nella quale era stata anche emessa dal giudice incaricato l’ordinanza di ingiunzione di pagamento ex art. 186 ter c.p.c. provvisoriamente esecutiva per l’importo di € 73.456,25 sulla domanda riconvenzionale della banca.
In tale giudizio, la parte istante non aveva proposto la domanda di accertamento dell’illegittimità della segnalazione e la conseguente domanda risarcitoria, per cui risultava ammissibile la proposizione del ricorso come procedimento cautelare “ante causam”, come strumentale al giudizio di merito sulle nuove domande.
In sostanza , la difesa dell’avv. Riccio ha rimarcato i seguenti aspetti:

1) innanzitutto, l’illegittimità del comportamento dell’istituto bancario, i cui presunti crediti erano debitamente confutati, in quanto oggetto di contestazione sempre presso lo stesso Foro meneghino per un procedimento di accertamento negativo delle somme;
2) che detta contestazione ha comportato che l’intermediario abbia declinato la posizione del patrocinato a sofferenza, quanto il medesimo non versava in uno stato d’insolvenza, come dimostrato dai precedenti provvedimenti collegiali del Tribunale di Milano;
3) ha messo in evidenza come la segnalazione fosse fortemente pregiudizievole, al punto tale che le altre banche non concedevano alcuna linea di credito al cliente;
4) ha illustrato e documentato i motivi sopravvenuti nel nuovo ricorso, evidenziando il mutamento delle circostanze relative al fumus boni juris, ma anche al periculm in mora.

Nota dell’avv. Monica Mandico

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martedì 8 dicembre 2015

SDL CENTROSTUDI: CONVENZIONE CON L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMMERCIALISTI

Segnaliamo SDL Centrostudi ha siglato una convenzione con l'Associazione Nazionale CommercialistiSi tratta di un ulteriore tassello in aiuto e per tutelare gli imprenditori associati.

Analisi e Tutela dalle Anomalie Finanziarie e Bancarie Consulenza Aziendale Globale
La convenzione realizzata con SDL Centrostudi permette ai professionisti associati di usufruire, anche a beneficio delle aziende loro clienti, di un servizio finalizzato a verificare la presenza di eventuali anomalie bancarie all’interno dei conti correnti, quali l’anatocismo e l’usura.

La società SDL Centrostudi, attraverso il lavoro sinergico di un pool di esperti, propone soluzioni di tutela dalla scarsa trasparenza del sistema bancario, offrendo una pre-analisi gratuita del conto corrente per la verifica di irregolarità bancarie. Una volta fornito un estratto peritale gratuito, il cliente potrà decidere, dopo la definizione di una corretta strategia, di passare alla fase della perizia.


L’Associazione, come da proprio statuto, nella propria autonoma responsabilità, si propone di realizzare le finalità istituzionali, in Italia ed all’estero, in particolare:

a. rappresentare, tutelare e difendere gli interessi comuni e diffusi degli iscritti agli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, da qui in avanti definiti commercialisti ed esperti contabili, e di ogni singolo professionista, confrontandosi con tutte le forze sociali, economiche e politiche del Paese;
b. favorire, coordinare e promuovere tutte le iniziative sindacali, professionali e di servizio, anche internazionali, inerenti la categoria;
c. contribuire alla sempre maggiore affermazione della categoria quale espressione di professionisti autonomi ed indipendenti;
d. favorire coloro che sono in procinto di essere iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, purché regolarmente accreditati quali tirocinanti presso i rispettivi Ordini:
– di esprimersi sulle problematiche culturali, professionali e di categoria;
– di promuovere iniziative atte a facilitare il loro inserimento nella vita professionale;
e. agevolare e consolidare i legami di amicizia e collaborazione fra i commercialisti ed esperti contabili di qualsiasi età, sia nella loro vita professionale sia nel tempo libero;
f. perseguire la costante crescita culturale della categoria;
g. promuovere e rafforzare la coscienza associativa e lo spirito sindacale;
Sono inoltre compiti dell’Associazione:
h. assumere, promuovere e valorizzare tutte quelle iniziative nel campo legislativo, giudiziario, contrattuale, tecnico, culturale, amministrativo e tributario che interessino la categoria, ivi comprese quelle finalizzate alla formazione permanente, anche mediante rilascio di attestati di competenza da parte del proprio Polo Scientifico, ed alla divulgazione di disposizioni, studi ed informazioni, anche a mezzo di propri organi di stampa;
i. designare o nominare propri rappresentanti all’interno delle istituzioni pubbliche o private;
j. promuovere forme di assistenza e di solidarietà a favore dei propri iscritti, ispirando la propria azione ai principi contenuti nei trattati istitutivi della Comunità Europea e nel trattato sull’Unione Europea tesi a tutelare i fondamentali diritti quali salute, sicurezza, previdenza e altri servizi a sostegno della categoria;
k. intervenire, con funzioni di amichevole compositore, nelle eventuali divergenze che dovessero sorgere tra gli Organismi Aderenti nonché tra questi e gli iscritti;
l. l’associazione può costituire e/o partecipare a fondazioni, scuole di formazione ed organismi di mediazione, anche tramite accordi e convenzioni con le università;
m. promuovere la costituzione di unità organizzative e di attività di servizio, assumendo la veste giuridica prevista dalla legge o dalla pubblica autorità;
n. assumere, promuovere e valorizzare i contenuti del codice deontologico della professione del Dottore Commercialista ed Esperto Contabile anche dotandosi di un proprio codice etico;
o. promuovere e rendersi parte attiva nella raccolta di fondi con scopi benefici ed umanitari da devolvere per specifiche iniziative individuate dal Consiglio Direttivo in occasione di calamità naturali riconosciute con valenza nazionale o internazionale.

Effettuare ogni altra attività ed azione che, pur non espressamente sopra prevista, sia ritenuta utile, opportuna o necessaria al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità previsti da questo statuto.

Di seguito, mettiamo a disposizione:

– Presentazione che illustra sinteticamente strategia operativa e  applicazioni di SDL Centrostudi.

– Modulo per richiedere maggiori informazioni sul servizio e conoscere le modalità per ottenere una pre-analisi gratuita del conto corrente bancario.

DOCUMENTI ALLEGATI

SDL Centrostudi


I servizi offerti da SDL Centrostudi sono volti al supporto e alla tutela del soggetto interessato nei confronti di:

Anomalie bancarie: ANATOCISMO e USURA sui conti correnti
Irregolarità fiscali: ATTI IMPOSITIVI (es. cartelle esattoriali)
Anomalie finanziarie: DERIVATI, SWAP, MUTUI, LEASING

SDL Centrostudi effettua la verifica preliminare dell’esistenza di anomalie finanziarie, contrattuali e/o l’applicazione di eventuali interessi ultralegali (anatocismo e/o usura), sulla base dei documenti contrattuali consegnati dal soggetto interessato.

lunedì 7 dicembre 2015

GERMANIA: IL MERCATO IMMOBILIARE BATTE TUTTI I RECORD DI TRANSAZIONI

Nei primi tre trimestri del 2015, il numero delle negoziazioni immobiliari è salito più del 263.000, rappresenta un incremento del 41 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tuttavia, il numero delle transizioni è aumentato in misura molto minore. Nel corso del primo fino al terzo trimestre del 2014 sono state completate 194 transazioni, invece nel 2015 il numero delle transazioni completate era di 212. Ciò è stato coniato da quello che sta succedendo con il mercato delle grandi agenzie immobiliari che producono un volume del 69 per cento di transizioni. Secondo la CBRE, le agenzie immobiliari eseguono 194 transazioni che rappresentano circa 279.000 unità abitative, quasi 17,4 milioni di metri quadrati di superficie abitabile. Secondo gli analisti è aumentata anche la partecipazione degli investitori tedeschi sul mercato immobiliare. Essi rappresentano circa 88 per cento dei volumi negoziati. Lo scorso anno era solo del 75 per cento.

Anche quest'anno i prezzi hanno continuato ad aumentare a causa della forte domanda. Nei primi tre trimestri di quest´anno, secondo Savills ci sono stati una media di 70.000 Euro di acquisti per unità abitativa, il 29 per cento in più rispetto allo scorso anno. Inoltre, secondo i calcoli della CBRE, nel terzo trimestre il prezzo a metro quadrato era di 1.437 euro. Questa tendenza dovrebbe rimanere nel mercato immobiliare fino alla fine dell´anno. Savills calcola per l´intero anno un volume totale di transazioni di 30 miliardi sulla base delle prossime acquisizioni immobiliari e a causa della forte domanda – un nuovo record immobiliare.

Il mercato immobiliare tedesco più che mai gode di una ottima salute, questo lo dimostrano le relazioni attuali con il mercato immobiliare. Infatti, nei primi tre trimestri è stato raggiunto il fatturato più alto di tutti i tempi. La società di consulenza immobiliare CBRE ha riportato che si hanno prodotto operazioni di volume di 50 unità abitative, acquisto di condomini residenziali e/o pacchetti condominiali, una transazione complessiva di 18,2 miliardi di euro. Ciò rappresenta un aumento del 84 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Savills parla anche di un volume di transazione totale di 18,4 miliardi (+ 81 per cento).


Fonte: www.accentro.it

domenica 6 dicembre 2015

UE: UNA UNIONE SOVRANAZIONALE ED ECONOMICA


Oggigiorno è difficile che qualcuno non sappia che, in quanto cittadino Italiano, esso faccia parte anche dell’UE.

Essere Italiani, oggi come oggi, vuol dire essere Europei, con tanto di cittadinanza europea acquisita automaticamente insieme a quella italiana.

Ma cos’è davvero l’UE? 

Essa è un’unione tra più stati sovrani: in pratica vari Stati indipendenti (tra cui, tra gli altri, l’Italia) hanno deciso di delegare a qualcun altro parte della loro sovranità (cioè delle loro prerogative) per formare un sodalizio sovranazionale di carattere economico e politico.

Già questa frase dice molto, e permette di approfondire molti argomenti.

PERCHÉ È UN’UNIONE DI CARATTERE SOVRANAZIONALE?

Il termine sovranazionale non è stato scelto a caso: in termini socio-politici, infatti, esso indica un’unione che ha carattere vincolante per i vari stati partecipanti all’unione. Se l’UE emana un decreto che dovrà essere attuato in tutti i Paesi membri, essi non potranno decidere di fare in altro modo: sono vincolati al rispetto delle decisioni prese da altri.

Un’unione sovranazionale ha carattere costrittivo e punitivo: se il nostro ipotetico stato non attuasse i decreti emanati dall’UE, non solo formalmente in torto, ma sarebbe anche suscettibile di pesanti sanzioni; sanzioni che non vedrebbero interruzione fino all’attuazione del decreto.

L’UE è in questo molto diversa da varie organizzazioni internazionali: esse non hanno carattere costrittivo o punitivo: possono indicare una strada da seguire o creare dei piani d’azione, ma non possono obbligare i singoli stati ad aderire ad essi, a partecipare volontariamente o anche solo a finanziarli.

E’ questa la differenze che intercorre tra l’Unione Europea e le Nazioni Unite. Se l’UE decide riguardo una questione, l’Italia non ha possibilità di fare diversamente: deve a tutti i costi adeguarsi e seguire le linee guida. Se invece è l’Onu a prendere una decisione, che sia un piano di aiuti umanitari come un progetto d’intervento militare in una zona calda, sta al Governo decidere se prendere parte al progetto o meno. In caso di non adesione non ci sarebbero ripercussioni.

PERCHÉ È UN’UNIONE ECONOMICA?

Forse questo è il tema più frequentemente affrontato dai media e dai politici nel Bel Paese: entrando a far parte dell’Unione, l’Italia (come tutti gli altri paesi) ha dovuto cedere parte della propria sovranità economica: prima tra tutte quella monetaria.

Come abbiamo già spiegato; aderendo all’Euro, l’Italia ha dovuto cedere la possibilità di influenzare la politica monetaria comune.

E’ anche vero che l’UE è nata come un’unione economica, finalizzata al libero scambio di merci. Si può poi includere nell’ambito economico dell’Unione tutta la politica di aiuti ai paesi che ne abbisognano, nei vari settori (come ad esempio l’Italia, che riceve numerose sovvenzioni per l’agricoltura).




sabato 5 dicembre 2015

UNA POLITICA MONETARIA TIMIDA PER UNA GRANDE STAGNAZIONE

Le nuove misure annunciate dalla Bce saranno efficaci? No perché non affrontano il vero problema, la stagnazione dell’Eurozona. E insistere sul raggiungimento dell’obiettivo di inflazione appare oramai come un limite troppo stringente dell’architettura della politica monetaria della Banca centrale.



Tre nuove misure della Bce

Una frase detta da Mario Draghi nella conferenza stampa con cui annuncia nuove misure di espansione monetaria colpisce in modo particolare: “Stiamo facendo di più proprio perché ciò che abbiamo fatto in passato sembra funzionare”. Ma se qualcosa funziona, perché fare di più? Forse invece è vero il contrario: la Banca centrale europea ritiene di dover fare di più proprio perché le cose in realtà non stanno funzionando?

Sono tre i nuovi interventi della Bce. Misure timide, probabilmente insufficienti a invertire la rotta dell’economia dell’Eurozona. Possiamo paragonarle a un incremento della dose di anti-infiammatori a un paziente affetto da polmonite.

La prima misura è una estensione temporale del programma di Quantitative easing fino a marzo 2017: avrà effetti praticamente nulli. Settembre 2016 (la precedente data di scadenza) e marzo 2017 sono, nelle aspettative degli operatori, date praticamente equivalenti: entrambe già sufficientemente in là nel tempo.

Il problema fondamentale è che il Qe è efficace solo in una direzione: ridurre i tassi di interesse a lungo termine. E quello europeo è iniziato quando i tassi a lungo termine erano già abbondantemente scesi, soprattutto nel Nord Europa (a che serve, ad esempio, continuare a includere Bund tedeschi negli acquisti?). In secondo luogo, un’economia in persistente stagnazione è tipicamente molto poco sensibile ai tassi di interesse. Questo perché molti agenti devono affrontare vincoli di accesso al credito (che differenza fa se i tassi sono al 2 o 3 per cento, quando il credito non mi viene concesso?); e sono oberati dal debito (quindi indifferenti a una riduzione ulteriore del costo di accesso a nuovo debito). In generale, i tassi di interesse reali sono bassi nel mondo, inclusa la zona euro, perché le prospettiva di crescita sono opache. Insistere con dosi ulteriori di Qe vuol dire affrontare il sintomo, non la causa del problema.

La seconda misura è un impegno a reinvestire i rendimenti ottenuti sugli asset acquistati nel programma, invece di restituire gli interessi a ciascuna banca centrale nazionale, ed è equivalente a un moderato aumento della quantità di bond acquistati per ciascun mese, quindi a sua volta di efficacia limitata.

La terza misura è un incremento della tassa che le banche pagano per detenere riserve presso la Bce stessa (si tratta a tutti gli effetti di una tassa perché le banche già prima ricevevano una remunerazione negativa sulle riserve e ora la remunerazione sarà ancora più negativa). Ciò rende più costoso per le banche tenere risorse parcheggiate sotto il “materasso della Bce” e dovrebbe spingerle a impiegare le risorse in prestiti alle imprese. Continue variazioni al ribasso del tasso sulle riserve bancarie produrranno in realtà un effetto neutrale fino a quando non si sarà raggiunto il livello critico di indifferenza tra due opzioni: tenere denaro parcheggiato presso la Bce oppure metterlo in sicurezza. 

Il costo di conservare denaro in sicurezza consiste, per le banche, in quello di stipulare polizze private di assicurazione contro il rischio di furto. Ma una volta raggiunto il punto di indifferenza, ulteriori ribassi dei tassi sulle riserve renderanno conveniente per le banche semplicemente utilizzare altri strumenti di parcheggio della liquidità. Il margine rilevante, per le banche, è in realtà quello tra costo di parcheggio della liquidità (in qualunque forma, presso la Bce o altro) e remunerazione (rischiosa) di impiego delle risorse in prestiti. Fino a quando l’economia continuerà a languire in questo modo, e fino a quando gli attivi di bilancio delle banche nella zona euro saranno appesantiti dai prestiti non esigibili, le risorse rimarranno largamente inutilizzate.

Il macigno della stagnazione

La realtà è che la zona euro rimane in una fase di persistente (e preoccupante) stagnazione. Perché? Immaginate di salire lungo una scala mobile. La velocità di ascesa della scala mobile è il “trend” di crescita dell’economia. Sulla scala che sale in automatico, potete decidere di muovere passi in avanti (un boom ciclico), all’indietro (recessione) o di stare fermi (stagnazione). Dopo il 2008 è come se, sulla scala mobile su cui si trovava, l’economia della zona euro avesse cominciato a muovere così tanti passi all’indietro che è stata costretta a “cambiare scala mobile”, cioè a saltare su una più lenta. Un’economia è soggetta a stagnazione persistente quando una recessione ciclica, di solito temporanea, si rivela invece così profonda (i passi all’indietro) da produrre anche effetti sul trend potenziale di crescita (il cambio di scala mobile).

Questo è il problema che sta di fronte alla Bce come un macigno. La conseguenza è un tasso di disoccupazione persistente, in termini sia di media che di dispersione tra paesi. Insistere sul raggiungimento dell’obiettivo di inflazione ignorando questo gigantesco problema appare oramai come un limite troppo stringente della architettura di politica monetaria della Bce.


Una versione di questo articolo è disponibile anche su www.tvsvizzera.it

BIO DELL'AUTORE

Tommaso Monacelli è professore ordinario di Economia all'Università Bocconi di Milano, e Fellow di IGIER Bocconi e del CEPR di Londra. Ha ottenuto il Ph.D. in Economia presso la New York University, ed è stato in precedenza assistant professor a Boston College e professore associato all'Università Bocconi. E' associate editor di riviste scientifiche internazionali, tra cui il Journal of the European Economic Association, il Journal of Money Credit and Banking, e la European Economic Review. E' stato adjunct professor presso la Columbia University, visiting professor presso la Central European University, e research consultant per Bce, Ocse, IMF, e Riksbank. I suoi interessi di ricerca riguardano la teoria e politica monetaria e la macroeconoma internazionale. 

fonte: lavoce.info