martedì 13 dicembre 2016

MPS: IL BAIL-IN COME UNICA VIA?

Quali sono le possibili opzioni legate al Monte dei Paschi di Siena? Dopo le recenti indiscrezioni circa il “no” della Banca centrale europea alla richiesta di proroga dell’operazione di salvataggio dal 31 dicembre al 20 gennaio, le più svariate ipotesi si sono succedute. 

Se viene effettivamente confermato il fatto che la divisione di vigilanza della Bce ha detto “no” alla proroga, il piano di salvataggio di Mps rischia infatti di essere messo pesantemente in discussione, perché fin dall’inizio era stato chiaro che chiedere sul mercato 4 miliardi ad azionisti vecchi e nuovi è un azzardo. Dall’offerta di riacquisto delle obbligazioni subordinate, invece, è arrivato “appena” 1 miliardo che consente di ridimensionare l’aumento da 5 a 4 miliardi ma che certamente non risolve i problemi. La richiesta di una proroga alla Bce è quindi legata alla possibilità che in mancanza di un po’ di tempo in più (sebbene 20 giorni siano comunque pochi) l’impianto del salvataggio, che passa anche per la vendita di un maxi pacchetto di sofferenze, possa saltare. Cerchiamo insieme di fare chiarezza su alcune delle più probabili.


RICAPITALIZZAZIONE DIRETTA

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Il Tesoro possiede già azioni per il 4% del capitale complessivo, dopo che la scorsa estate Siena si era avvalsa della possibilità di erogare la cedola sui cosiddetti “Monti-bond” non in forma cash, ma emettendo nuovi titoli. Da socio, il governo inietterebbe nella banca i capitali necessari, qualora saltasse l’operazione di salvataggio privata, di fatto nazionalizzandola temporaneamente;

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CONVERSIONE FORZATA DEI BOND

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Il Tesoro rastrellerebbe sul mercato tutte le obbligazioni subordinate ai prezzi di mercato, convertendole in azioni MPS e coprendo la differenza necessaria per arrivare ai famosi 5 miliardi. Gli obbligazionisti subirebbero una perdita, pari al valore del titolo alla scadenza e il prezzo di cessione. Tuttavia, stando alle indiscrezioni, lo stato creerebbe un fondo apposito, sul modello di quanto accaduto con le quattro banche salvate nel novembre 2015, con il quale rimborserebbe i piccoli investitori e fino a un controvalore massimo di 100.000 euro di tale perdita accusata;

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PRESTITO

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Il Tesoro aprirebbe una linea di credito, ma non in favore della sola MPS, bensì di tutte le banche italiane interessate. Si parla di 14 miliardi di euro disponibili all’occorrenza. Il modello da seguire sarebbe quello dei “Tre-Monti-bond”, anche se ciò implica prestiti onerosi per l’istituto senese, il quale difficilmente riuscirebbe a maturare valore per gli azionisti, dopo avere pagato gli interessi allo stato.

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L’IPOTESI BAIL-IN

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Un rischio concreto è che scatti il bail-in, cioè la risoluzione della banca senese con le nuove regole in vigore dallo scorso gennaio, che prevedono, in caso di crisi di un istituto di credito, la riduzione del valore nominale (e nel peggiore dei casi il vero e proprio azzeramento), nell’ordine, delle azioni, delle obbligazioni subordinate, dei bond ordinari (a patto che non siano garantiti) e dei depositi di importo superiore ai 100 mila euro.


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