venerdì 24 novembre 2017

MONTE DEI PASCHI: CARENZA NEI CONTROLLI

Durante le audizioni della Commissione Banche incaricata di chiarire la sequenza di eventi che ha richiesto il salvataggio pubblico di Monte dei Paschi di Siena, il numero uno della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo ha dichiarato che “Se non si può intervenire sul prezzo, francamente risulterebbe contradditorio segnalare problemi. Se non si ha la possibilità di valutare il prezzo men che men si può dire che il prezzo non è congruo, non sarebbe serio”. 



Inoltre il capo della vigilanza di Bankitalia ha spiegato che non è materialmente possibile consegnare a Consob gli esiti di tutte le ispezioni sulle banche: “Ne facciamo circa 250 l’anno. Se inondassimo Consob dei nostri rapporti la metteremmo in forte difficoltà”.

In ogni caso, Barbagallo ha aggiunto che non sono state fornite informazioni ai “colleghi” di Consob “perché ritenemmo i problemi superabili”, senza contare che l’ispezione del 2001 è avvenuta in “un’epoca molto lontana”.

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Barbagallo ha sostenuto la linea che gli amministratori delle banche coinvolte abbiano "ripetutamente occultato importanti informazioni alla vigilanza, di cui hanno deliberatamente disatteso le richieste". Nonostante ciò e "malgrado l'indisponibilità di poteri investigativi commisurati alla gravità dei comportamenti", ha aggiunto, "è stata la Vigilanza della Banca d'Italia ad aver rilevato le criticità che connotavano le due banche: crediti erogati con modalità anomale, non di rado in conflitto di interessi; inadeguate modalità di determinazione del prezzo delle azioni; operazioni di ricapitalizzazione cosiddette 'baciate' non dedotte dal patrimonio”.


Nel proprio intervento il dg della Consob, Angelo Apponi, ha detto alla Commissione che la Consob ha fatto in modo che nei
prospetti degli aumenti di capitale fatti dalle due banche per salvarsi quando erano oramai sull’orlo del baratro, ci fosse scritto che il price/book value era troppo alto, segnale che c’erano anomalie nella valorizzazione delle azioni. Di più, secondo Apponi, non si poteva fare.


Ma cos’è il price/book value?


Secondo quanto riportato sul sito borsaitaliana.it, è il rapporto tra il prezzo di mercato (quotazione) di un'azione e il valore del capitale proprio della società risultante dal bilancio (valore di libro) per azione. Il valore di price/book da sempre attrae l'attenzione degli investitori. I titoli venduti a un prezzo ampiamente inferiore al valore contabile del patrimonio netto sono in genere considerati buoni candidati per portafoglio sottovalutati; al contrario, quelli venduti ad un prezzo superiore al valore contabile, sono l'obiettivo di portafogli sopravvalutati.

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